La battaglia legale della WWE riguardante il passaggio dello streaming su ESPN si arricchisce di un nuovo capitolo, con i querelanti che puntano il dito contro un altro procedimento giudiziario in corso per sostenere la necessità di proseguire con la fase di discovery.
Secondo quanto riportato da Brandon Thurston, gli attori della class action relativa allo spostamento dei Premium Live Event della WWE sulla piattaforma streaming di ESPN si stanno opponendo al tentativo della compagnia di sospendere la fase di acquisizione delle prove. La loro tesi è che alla WWE non debba essere concessa tale pausa, poiché una causa separata in Delaware riguardante la fusione ha già sollevato seri dubbi sulla gestione e conservazione delle prove da parte dei vertici aziendali.
I querelanti hanno fatto specifico riferimento alla recente sentenza contro Nick Khan, in cui il tribunale ha accertato che alcune prove erano state distrutte in relazione al contenzioso sulla fusione WWE-UFC. I legali stanno ora utilizzando tale precedente per sostenere che la WWE non possa essere ritenuta affidabile nella conservazione delle prove qualora il caso sullo streaming ESPN venisse messo in stand-by.
Questo aspetto risulta cruciale, poiché la WWE sta cercando di spostare la causa sullo streaming ESPN verso un arbitrato. La compagnia ha sostenuto che, poiché i querelanti hanno sottoscritto l’abbonamento tramite ESPN Unlimited, le loro rivendicazioni dovrebbero ricadere sotto i termini di arbitrato di Disney ed ESPN, nonostante la WWE non fosse parte diretta di tale accordo di sottoscrizione.
La causa è stata intentata da Michael Diesa e Rebecca Tobak, i quali sostengono che i fan della WWE siano stati tratti in inganno sulle modalità di visione dei Premium Live Event in seguito al passaggio sull’app streaming di ESPN. L’azione legale sostiene che alcuni fan ritenessero che il loro accesso esistente a ESPN via cavo o tramite servizi di live TV streaming fosse sufficiente, per poi scoprire di dover pagare un costo aggiuntivo attraverso l’applicazione dedicata.
Attualmente, i querelanti stanno cercando di mantenere attiva la fase di discovery prima che il tribunale si esprima sulla richiesta di arbitrato della WWE. La loro posizione è lineare: visti i precedenti emersi nel caso separato sulla fusione, ritengono che alla WWE non debba essere consentito di ritardare la raccolta delle prove.
La causa è già di per sé significativa, giocandosi sulla possibilità che il procedimento rimanga in tribunale o venga spostato a porte chiuse tramite arbitrato. Questo nuovo deposito aggiunge un’accusa ancor più pesante alla disputa, poiché i querelanti mettono ora in dubbio la capacità della WWE di proteggere documenti e comunicazioni pertinenti al caso.
Il passaggio dei contenuti WWE su ESPN ha già generato confusione tra alcuni fan. Ora, la causa legale nata da tale transizione sta attirando nel vortice un altro problema giudiziario della compagnia, con i querelanti che utilizzano le difficoltà legali della WWE contro la compagnia stessa.
Fonte: Ringside News.
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