La WWE ha incassato un'importante vittoria nella class-action riguardante il suo passaggio a ESPN Unlimited. La U.S. District Court del Connecticut ha concordato di sospendere la fase di discovery, in attesa che il tribunale decida se il caso debba essere espulso dalla giurisdizione federale per passare a un arbitrato privato.
La causa accusa WWE, ESPN e BAMTech di aver ingannato i clienti circa le modalità di accesso ai WWE Premium Live Events in seguito al trasferimento degli show principali su ESPN Unlimited. La WWE aveva chiesto al tribunale di congelare la discovery finché la questione dell'arbitrato non fosse stata risolta, e il giudice ha dato loro ragione.
Ciò significa che, finché la questione dell'arbitrato rimarrà irrisolta, i querelanti non avranno accesso all'ampia mole di documenti, comunicazioni e altre prove della WWE che avevano richiesto.
Anche ESPN e BAMTech hanno spinto per l'arbitrato dopo essere entrate ufficialmente nella causa come imputati. La loro argomentazione è piuttosto semplice: i querelanti hanno sottoscritto ESPN Unlimited accettando i termini di abbonamento di Disney ed ESPN, inclusa una clausola arbitrale e le limitazioni alle class-action.
Il tribunale ha comunque preso nota di un aspetto che ha attirato la sua attenzione. I querelanti hanno sollevato preoccupazioni riguardo al fatto che la WWE sia stata in passato sanzionata per occultamento di prove in altri contenziosi, ma il giudice ha stabilito che ciò non è sufficiente a imporre alla WWE una discovery completa in questo momento. La sentenza recita:
“La Corte è rimasta colpita nel leggere, nella memoria integrativa dei querelanti, che la WWE è stata sanzionata per occultamento di prove in altri procedimenti. Tuttavia, in questo caso, il modo appropriato per affrontare tale preoccupazione è ricordare alla WWE le gravi conseguenze che possono essere imposte qualora prove rilevanti vengano smarrite o distrutte dopo che è sorto l'obbligo di conservazione.”
Il giudice ha poi spiegato le ragioni della sospensione della discovery.
“Costringere la WWE a sottoporsi alla vasta e onerosa discovery richiesta dai querelanti per conto proprio e della loro proposta class-action, quando la WWE ha evidentemente un'argomentazione non pretestuosa sul fatto che tali reclami debbano essere affrontati in sede arbitrale su base individuale e secondo procedure di discovery potenzialmente restrittive, sarebbe una risposta sproporzionata.”
Il tribunale ha concluso il ragionamento respingendo la tesi dei querelanti, secondo cui la discovery avrebbe dovuto proseguire comunque.
“Sebbene la Corte comprenda la preoccupazione dei querelanti, essa è insufficiente per negare una sospensione.”
Si tratta di un passaggio rilevante per la WWE, poiché la discovery rappresenta una delle fasi più complicate di una causa, specialmente quando email interne, dati aziendali e altri documenti vengono portati alla luce. Per ora, il processo rimane bloccato in attesa di capire se il caso resterà davanti a un tribunale federale.
La causa è stata intentata da Michael Diesa e Rebecca Tobak, i quali sostengono di essere stati costretti a pagare un extra per ESPN Unlimited pur avendo già ESPN tramite provider via cavo o TV in diretta. La loro tesi è che il marketing della WWE e le dichiarazioni del Presidente Nick Khan abbiano dato l'impressione che gli abbonati ESPN esistenti avrebbero avuto accesso agli eventi WWE “senza costi aggiuntivi”.
Il problema, secondo la causa, è che l'accesso dipendeva dagli accordi di integrazione presi da Disney con ogni singolo provider. Alcuni clienti potevano accedere all'app ESPN usando il proprio servizio esistente, mentre altri dovevano sborsare ulteriori 29,99 dollari.
I querelanti chiedono risarcimenti, spese legali, provvedimenti inibitori e un processo con giuria, ma tutto ciò potrebbe cambiare radicalmente se WWE, ESPN e BAMTech riuscissero a spostare la disputa in arbitrato.
Non esiste una scadenza entro cui il tribunale debba pronunciarsi, il che significa che questa battaglia legale potrebbe rimanere in stallo per un po'. Per il momento, però, la WWE è riuscita a impedire ai querelanti di setacciare i propri archivi mentre prosegue la disputa principale sulla sede in cui verrà effettivamente discusso il caso.
Fonte: Ringside News.
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