Ieri sera si è tenuta la 44esima edizione di “WWE Saturday Night’s Main Event”. Per tutti i dettagli su quanto accaduto, potete consultare il report completo con i risultati di WWE SNME del 23/05/2026, che include anche l’analisi dei tre momenti migliori e peggiori dello show.
È il momento di analizzare i veri vincitori e sconfitti di questo evento. Non si tratta di un semplice resoconto dei match: ci concentreremo su chi ha guadagnato terreno o chi è sembrato in flessione, considerando anche chi non è apparso sullo schermo.
Ci sono stati vincitori sul campo, come Jade Cargill, e trionfatori simbolici, come il format stesso di “Saturday Night’s Main Event”. Ma andiamo al sodo.
Promosso: Saturday Night’s Main Event

Storicamente, “Saturday Night’s Main Event” è stato spesso uno show secondario, un riempitivo creato da Vince McMahon per coprire lo slot del “Saturday Night Live”. I match erano brevi, i finali spesso concludevano per squalifica, count-out o No Contest, con l’unico scopo di promuovere i PPV e i live event. Era, in sostanza, una televendita. Anche il ritorno negli anni 2000 ha visto un susseguirsi di finali discutibili e una certa pigrizia narrativa.
Sebbene l’attuale gestione di SNME non rappresenti il vertice del wrestling, è innegabilmente la migliore incarnazione storica dell’evento. L’asticella era bassa, ma la WWE la sta superando con facilità. L’unica squalifica della serata, seppur frustrante, è apparsa sensata.
Anche senza grandi ritorni o match d’addio di figure come Goldberg e John Cena, SNME sta offrendo prestazioni che vanno oltre le aspettative. Questi show non sono mai stati così validi, e nessuna nostalgia può farmi cambiare idea.
Bocciati: The Street Profits

Non importa quante indiscrezioni circolino sulla voglia della WWE di riabilitare la categoria tag team: ci crederò solo quando lo vedrò. Da una parte abbiamo Logan Paul e Austin Theory campioni, dall’altra R-Truth e Damian Priest che ammazzano il tempo con i titoli. Nel frattempo, gente come Montez Ford e Angelo Dawkins fa i salti mortali — quasi letteralmente — per far fare bella figura a questi act.
Sabato gli Street Profits sono stati umiliati, puro e semplice, ed è un peccato. Ford e Dawkins sono probabilmente uno dei tag team più dotati nel roster WWE, e sembra che passeranno le giornate a fare da enhancement talent per le star (e per Austin Theory).
Chiariamoci: Montez Ford è un vincitore nella vita. Aspetta un figlio da Bianca Belair e entrambi sembrano figure centrali in WWE, per quanto possibile nell’era TKO. Spero che in futuro i Profits ricevano il giusto riconoscimento guidando una divisione tag team finalmente rinata, ma, ancora una volta, ci crederò solo quando accadrà.
Promossa: Jade Cargill

Jade Cargill potrebbe aver perso a WrestleMania, ma sabato è tornata subito in lizza contro Rhea Ripley. Molti dubitavano che Cargill, Michin e B-Fab potessero sconfiggere il super-team formato da Ripley, Alexa Bliss e Charlotte Flair; Cargill ha smentito i critici schienando Rhea Ripley al centro del ring.
Di solito non amo indicare un vincitore in senso così letterale, ma schienare Rhea Ripley è un risultato importante. Dimostra la fiducia che la WWE ripone nel progetto Jade Cargill, ereditato dalla AEW. Non è un segreto che Cargill sia stata lanciata troppo presto sotto i riflettori e che stia lavorando duramente per imparare i segreti del mestiere; sabato è stata la prova che l’impegno sta dando i suoi frutti. Tra il match di WrestleMania e la vittoria di stasera, il 2026 si preannuncia un ottimo anno per Cargill.

Bocciato: Austin Theory
Mentre Bron Breakker sta diventando una stella e Logan Paul si integra sempre meglio nel roster, appare evidente la difficoltà nel far affermare Austin Theory. Questo punto è quasi l’opposto del precedente: come per Jade Cargill, la WWE non vuole rinunciare al progetto Austin Theory, ma a questo punto la situazione potrebbe danneggiarlo.
Theory era considerato un prodigio al suo arrivo in WWE nel 2019, ma è rimasto bloccato tra lo scandalo Speaking Out e il ridimensionamento di NXT Black & Gold. Non ha mai trovato davvero il suo spazio e la sua crescita sembra essersi arrestata. Nessuno direbbe che questo terzo incomodo, alla Justin Credible, fosse destinato a diventare l’Evil John Cena, capace persino di battere la leggenda a WrestleMania.
È un worker solido, e con i tempi che corrono non augurerei mai licenziamenti o cose simili, ma durante il Main Event mi chiedevo come Theory potesse scrollarsi di dosso l’aura negativa che lo accompagna da gran parte della sua carriera in WWE.
Magari un periodo in TNA? Ha un look che si adatterebbe bene. Potrebbe funzionare. Parla spagnolo? Potrebbe interpretare l’Americano? Sono solo ipotesi.
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