WWE Crown Jewel si avvicina rapidamente e il viaggio del 7 novembre in Arabia Saudita è improvvisamente sotto la lente d'ingrandimento. Il Dipartimento di Stato americano sta attualmente consigliando ai cittadini statunitensi di riconsiderare i viaggi in Arabia Saudita a causa delle minacce legate a droni e missili iraniani, conflitti armati e terrorismo, mettendo il ritorno della WWE a Riyadh sotto una luce molto più critica.
La questione è emersa durante l'edizione del 17 settembre di Wrestling Observer Radio, quando Bryan Alvarez ha interrogato Dave Meltzer sull'attuale situazione relativa ai viaggi a Riyadh. Meltzer ha immediatamente collegato l'argomento a Crown Jewel, sottolineando inoltre che WrestleMania 43 è in programma nella stessa città per il prossimo anno.
Meltzer non aveva sottomano il testo esatto della nota governativa durante la discussione, ma ha spiegato come ha interpretato la preoccupazione e perché la data del 7 novembre per Crown Jewel rappresenti il problema più immediato.
“Consigliano di non andare in Arabia Saudita. È un avviso. Vediamo se ho… Non ho il testo esatto con me, ma temono attacchi dall'Iran e quindi… Il confine con lo Yemen, che dista circa ottocento chilometri, è effettivamente interdetto ai viaggi. Qui invece è, in pratica, un… qual è la parola? Un avvertimento che non è sicuro per gli americani viaggiare lì. Ed è la sede sia di Crown Jewel che di WrestleMania il prossimo anno. Naturalmente, succederanno molte cose da qui all'anno prossimo e la situazione potrebbe cambiare, ma in modo più evidente si tratta del pay-per-view del sette novembre. Quindi sconsigliano qualsiasi viaggio.”
Il testo ufficiale del Dipartimento di Stato non è così severo come descritto da Meltzer. L'Arabia Saudita è classificata al Livello 3, ovvero "Riconsiderare i viaggi", mentre le aree vicino al confine con lo Yemen presentano il ben più serio Livello 4, "Non viaggiare". Ad ogni modo, la WWE ha un roster composto da numerosi talenti americani che si stanno preparando per affrontare il viaggio tra poche settimane.
La questione diventa ancora più complessa se si osserva quanto la WWE abbia già pianificato attorno a Crown Jewel. La compagnia sta riorganizzando il proprio programma televisivo di novembre proprio in funzione della trasferta in Arabia Saudita, con RAW e SmackDown che verranno registrati al Barclays Center prima della partenza per l'estero. Alvarez ha sottolineato l'ovvio problema: il 7 novembre non è una data lontana di cui preoccuparsi in seguito. Meltzer ha concordato sul fatto che il tempo stia scorrendo rapidamente verso Crown Jewel.
“Il sette novembre non è così lontano. Manca poco più di un mese.”
La conversazione si è poi spostata sulla cifra che rende la situazione impossibile da ignorare. Alvarez ha riferito che ci sono circa 60 milioni di dollari legati all'evento in Arabia Saudita, il che rappresenta un enorme motivo economico per la WWE per mantenere Crown Jewel confermato.
“Sì, ci sono sessanta milioni di dollari in ballo.”
È emerso quindi l'interrogativo su cosa accadrebbe se le condizioni dovessero peggiorare e la WWE arrivasse al punto in cui il viaggio non sembrasse più realistico. Meltzer ha spiegato che, a suo avviso, la WWE non perderebbe semplicemente il denaro, poiché la compagnia potrebbe recuperare la data saudita in seguito in base agli accordi presi.
“Beh, è così. Voglio dire, la realtà è che se in qualche modo non potessero andare, aggiungerebbero semplicemente un'altra data alla fine del contratto. Quindi, alla fine, non è che costi loro dei soldi. Voglio dire, semplicemente… slitterebbe. Si parla di cinquantacinque-sessanta milioni di dollari, ma non è che perderebbero quella cifra facendolo in un secondo momento.”
Non è la prima volta che la WWE deve monitorare la situazione in Medio Oriente mentre un evento in Arabia Saudita è presente in calendario. Già in precedenza le programmazioni della WWE in Arabia Saudita erano state messe in discussione a causa dell'escalation delle tensioni nella regione, con la compagnia che ha mantenuto aperte le proprie opzioni in attesa di sviluppi.
Anche il presidente della WWE, Nick Khan, aveva semplificato l'approccio della compagnia durante un precedente allarme: Khan aveva comunicato ai dipendenti della WWE che la compagnia avrebbe viaggiato in Arabia Saudita solo se i funzionari avessero ritenuto che fosse sicuro farlo.
“Andremo solo se è sicuro o se ci è permesso andarci.”
Il rapporto con l'Arabia Saudita non sembra destinato a interrompersi. Mark Shapiro, COO di TKO, ha dichiarato che l'Arabia Saudita continua a spingere con decisione per ospitare grandi eventi WWE e UFC nonostante il conflitto in corso, con la WWE che ha già pianificato WrestleMania 43 a Riyadh nel 2027.
Crown Jewel resta in programma, la WWE non ha annunciato alcun cambiamento e al momento la compagnia sta procedendo come se il 7 novembre fosse una data normale. Tuttavia, con il roster sempre più vicino alla partenza, il Dipartimento di Stato che continua a consigliare cautela e circa 60 milioni di dollari in gioco, la questione è destinata a diventare oggetto di discussione molto più ampia se la situazione dovesse deteriorarsi prima di Crown Jewel.
Fonte: Ringside News.
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