Il ritorno a sorpresa di Seth Rollins a SummerSlam è stato segnato da un dettaglio visivo fondamentale: l’istante in cui, gettando le stampelle, ha rivelato al pubblico che il suo presunto infortunio era solo una messinscena. In una recente intervista rilasciata a ESPN, Rollins ha svelato che l’intuizione dietro quel gesto non è stata sua, bensì di Bobby Roode, ex lottatore e ora producer nel backstage della WWE.
Rollins ha confermato che l’intera sequenza non è stata provata in precedenza, poiché la necessità di mantenere il riserbo assoluto per preservare l’effetto sorpresa ha impedito qualsiasi tipo di prova generale.
“Non ho fatto alcuna pratica con le stampelle perché non abbiamo provato, visto che non volevamo che nessuno sapesse cosa stava succedendo, giusto? Non c’era nulla di provato.”
Nonostante la riuscita impeccabile del momento, che è apparso coordinato nei minimi particolari, il wrestler ha voluto riconoscere il merito creativo al collega. “Non posso prendermi tutto il merito per il lancio delle stampelle. Mi prendo il merito quando l’idea è mia. L’idea di lasciar cadere le stampelle è stata in realtà di Bobby Roode, che è uno degli atleti incredibili del nostro settore e ora un ottimo producer nel backstage”, ha spiegato Rollins.
Dopo il gesto delle stampelle, la dinamica è proseguita in modo fluido: la rimozione della giacca, il passaggio della valigetta e l’irruzione sul ring dopo l’estenuante match tra CM Punk e Gunther.
“Onestamente, tutto è andato più liscio di quanto mi aspettassi. Il lancio delle stampelle, persino la giacca, il passaggio della valigetta: è stato tutto davvero pulito. E, sai, Punk e Gunther avevano appena disputato un grande match. Poter essere la ciliegina sulla torta, per così dire, è stato davvero bello.”
Rollins ha inoltre affrontato il paragone inevitabile con il suo storico cash-in di WrestleMania 31. Pur ammettendo le iniziali esitazioni nel vincere nuovamente la valigetta, temendo il confronto con il passato, ha sottolineato come la rivalità con CM Punk abbia conferito a questo momento un’identità autonoma.
“Quando ripensi all’originale ‘rapina’, è molto difficile ricrearla, ed è sempre stata la mia esitazione nel vincere quella valigetta. Ma devo dire che, basandomi sulla storia tra me e CM Punk e tutto ciò che ha portato a quel punto, mi è sembrato che sia qualcosa a sé stante. Non c’è bisogno di paragonarlo alla rapina. È un momento unico.”
Fonte: Ringside News.
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