Jackie Redmond sta ridefinendo il modo in cui vengono costruiti i contenuti giornalistici nei programmi di avvicinamento agli eventi WWE. L’inviata ha spiegato, in un’intervista ad Awful Announcing, di voler superare la semplice lettura di copioni predefiniti, preferendo un approccio che attinga direttamente alle parole dei protagonisti, come CM Punk.
L’approccio da giornalista sportiva
Redmond applica al wrestling il rigore maturato nel mondo dell’hockey. La precisione è per lei fondamentale, tanto da spingerla a registrare costantemente le interazioni con gli atleti per evitare incomprensioni:
“Sono un po’ una maniaca su questo aspetto. Nell’hockey, come nel wrestling, registro ogni conversazione. Ho il telefono sempre pronto per catturare ogni singola parola. Non voglio mai trovarmi nella posizione in cui qualcuno mi dica: ‘Non credo tu abbia detto quella cosa, non l’ho mai detta’. Voglio poter rispondere: ‘L’hai detta, ce l’ho qui registrato’. Non vorrei mai essere colta di sorpresa”.
La giornalista ha sottolineato come la riascolto sia essenziale anche per cogliere dettagli che, sul momento, potrebbero sfuggire: “A volte riascolto e penso: ‘Oh, non era così buono come pensavo’. Oppure, al contrario, mi rendo conto di aver raccolto dichiarazioni fantastiche che non avevo colto nel momento”.
Il confronto con CM Punk
Quando ha iniziato a seguire i Premium Live Event della WWE, Redmond ha proposto alla produzione di adottare uno stile più vicino al giornalismo sportivo tradizionale. È in questo contesto che è nata la collaborazione con CM Punk:
“Ho chiesto ai miei superiori: ‘Posso gestire le cose come nello sport? Posso andare a parlare con CM Punk prima del match e ottenere una vera dichiarazione?’. Ho iniziato a farlo, memorizzando le sue parole per inserirle nel report. Punk è il migliore perché cita spesso l’hockey. Ricordo che in un PLE negli ultimi quattro mesi ha fatto un riferimento a Gara 7 e io ovviamente l’ho adorato: è diventato il fulcro del mio report”.
Redmond ha confermato che sta continuando a perfezionare questa strategia, cercando di integrare le tattiche del mondo dello sport nel mondo del wrestling, trovando un equilibrio tra la narrazione programmata e l’autenticità delle interazioni con i talent. “È divertente far convergere i due mondi. E, allo stesso tempo, sto imparando ad applicare certe dinamiche della WWE anche quando seguo le partite di hockey. Le due cose vanno di pari passo”, ha concluso.
Fonte: Ringside News.
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