Il giudice James K. Bredar ha stabilito che i querelanti nella causa legale intentata in Maryland contro Vince McMahon, Linda McMahon e la WWE potranno mantenere l’anonimato per il momento.
L’azione legale riguarda il presunto ruolo dei convenuti nell’aver coperto gli abusi sessuali subiti da minorenni che lavoravano come ‘Ring Boys’ della WWE, per mano di membri dello staff senior come Mel Phillips e Pat Patterson. La causa si basa sul Child Victims Act del 2023, che consente alle vittime di abusi subiti nell’infanzia di chiedere un risarcimento precedentemente non richiedibile.
Durante la fase preliminare, i McMahon si erano opposti alla richiesta, sostenendo di essere penalizzati in quanto figure pubbliche rispetto a querelanti che restavano ignoti. Il giudice ha respinto la tesi, ritenendo che i rischi per gli accusatori, qualora la loro identità venisse resa pubblica, prevalgano sulle esigenze della difesa.
Secondo l’ordinanza, la questione potrà essere ridiscussa in caso di processo. Il giudice ha riconosciuto che per la difesa potrebbe essere più complesso trovare testimoni in grado di fornire informazioni a sfavore dei querelanti, ma ha considerato tale svantaggio meno grave di quanto prospettato dai legali.
È stato inoltre confermato il rischio di danni significativi per i querelanti in caso di divulgazione dei loro nomi. Bredar ha sottolineato il pericolo di ri-traumatizzazione, dato che molte persone vicine ai querelanti non sono al corrente dei traumi dichiarati.
In risposta alla richiesta di Vince McMahon di fissare condizioni specifiche, Bredar ha ordinato alle parti di presentare congiuntamente, entro 30 giorni, un ordine di protezione che ne includa alcune. È stata invece respinta la richiesta di impedire ai querelanti e ai loro legali di rilasciare dichiarazioni pubbliche.
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