Le polemiche riguardanti la richiesta di TKO ai talenti WWE di accettare tagli agli stipendi continuano a crescere. Ora, Eric Bischoff offre una spiegazione più approfondita sul motivo per cui la compagnia ritiene necessari tali interventi economici.
Tutto ciò fa seguito alle notizie secondo cui la WWE starebbe spingendo con decisione i wrestler ad accettare contratti al ribasso sotto la gestione TKO. Bryan Alvarez, intervenendo a Wrestling Observer Live, ha sottolineato come la dirigenza punti a una “ristrutturazione del 50%” su alcuni accordi esistenti, motivandola con un carico di lavoro per i talenti significativamente inferiore rispetto a quando i contratti erano stati originariamente firmati.
Nel corso del podcast “83 Weeks”, Eric Bischoff ha affrontato la crescente controversia, spiegando perché ritiene che la visione di TKO vada molto oltre il semplice tentativo di tagliare i costi del personale nell’immediato.
L’intervistatore ha evidenziato come molti fan, e probabilmente molti lottatori stessi, si sentano frustrati da questa situazione, specialmente chi ha firmato accordi di recente e si ritrova improvvisamente a dover rinegoziare. La preoccupazione principale è legata al fatto che i wrestler abbiano rispettato i propri obblighi contrattuali prima che la compagnia cambiasse rotta sul piano finanziario.
“Ehi, sappiamo che ha firmato quel contratto l’anno scorso, ma non possiamo onorarlo. Credo che questo infastidirà una parte della fan base, e forse non solo quella”.
L’intervistatore ha poi inquadrato la vicenda dal punto di vista dei talenti, sottolineando quanto possa essere difficile per i wrestler che hanno fatto tutto ciò che la WWE ha richiesto loro.
“Ho appena firmato questo contratto l’anno scorso. Mi sono presentato in orario. Sono stato un dipendente modello. Ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto e ora le regole del gioco sono cambiate”.
Bischoff ha ammesso che, vista dall’esterno, la solidità finanziaria della WWE rende i tempi di queste riduzioni salariali alquanto insoliti, dato che i ricavi della compagnia sono in costante crescita.
“Voglio dire, non dall’esterno, non analizzando le dinamiche aziendali: rating e ricavi, principalmente. I ricavi sono l’unica cosa che conta davvero, giusto?”.
L’ex General Manager della WWE ha poi riconosciuto apertamente che, dal punto di vista finanziario, la WWE appare pubblicamente più forte che mai.
“E semmai, i ricavi sono in aumento, le performance sono in crescita. Quindi, sotto l’aspetto dei ricavi, no, nulla è cambiato”.
Tuttavia, Bischoff sostiene che i grandi colossi quotati in borsa come TKO non prendano decisioni basate solo sui profitti dell’anno in corso. Al contrario, ritiene che la compagnia stia probabilmente operando sulla base di proiezioni finanziarie a lungo termine, suggerendo che i dirigenti abbiano analizzato la struttura dei costi futura, concludendo che fosse necessario intervenire subito.
“Ma non credo che nessuna azienda, specialmente una società quotata in borsa e in particolare una di questa portata, la dimensione e la scala con cui opera TKO, lavori su base mensile o annuale. Immagino che a un certo punto ci sia stato un audit interno. Qualcuno si è seduto con il team finanziario e ha detto: ‘Ok, analizziamo i prossimi cinque anni basandoci su ciò che sappiamo e sui trend che vediamo. Che aspetto avranno i prossimi cinque anni?'”.
Secondo Bischoff, se quelle proiezioni a lungo termine suggerissero che l’attuale struttura contrattuale della WWE fosse insostenibile, il management sarebbe quasi costretto a prendere decisioni drastiche.
“E se guardi a uno scenario tra cinque anni che suggerisce di non potersi più permettere questo tipo di accordi, sei costretto a intervenire”.
Pur difendendo le logiche aziendali, Bischoff ha chiarito di non credere che qualcuno all’interno della WWE abbia preso queste decisioni con piacere. Ha citato esplicitamente il caso del New Day come esempio.
“Non credo che nessuno fosse entusiasta di farlo. Non credo che qualcuno pensasse: ‘Wow, chi di noi avrà la fortuna di chiamare il New Day e dirgli che chiederemo di rinegoziare il loro contratto? Sarà una bella giornata, festeggiamo con dei cocktail quando avremo finito’. Non è andata così”.
Ciò nonostante, egli ritiene che la decisione sia stata dettata da dati finanziari che i dirigenti ritenevano impossibili da ignorare.
“Ma immagino che il motivo della decisione risieda nel fatto che avessero informazioni le quali suggerivano la necessità di gestire il budget in modo migliore o differente”.
La conversazione si è poi spostata sul morale e sull’impatto pubblico di vedere i talenti subire tagli mentre i massimi dirigenti di TKO continuano a percepire stipendi elevatissimi.
L’intervistatore ha fatto notare come molti fan fatichino ad accettare l’idea che ai wrestler venga chiesto un sacrificio mentre i vertici aziendali continuano a guadagnare cifre enormi.
“Ma so che l’immagine che ne deriva non è l’ideale, specialmente dopo aver visto i guadagni di chi sta al vertice della catena alimentare in TKO”.
Bischoff ha ammesso che il morale ne risente in modo diverso a seconda del talento coinvolto. Ha anche suggerito che molti wrestler stiano affrontando la situazione con pragmatismo, trattandola come una decisione di carriera piuttosto che emotiva.
“Sono certo che alcuni ne siano molto colpiti. Sono certo che altri siano piuttosto indifferenti. E sono certo che altri ancora stiano agendo da professionisti pensando: ‘Ok, questa è la mia scelta. Non devo restare qui per forza. Non devo per forza firmare questo foglio. Posso chiedere il licenziamento se non mi sta bene qui'”.
Bischoff ha sottolineato che i wrestler hanno ancora delle opzioni e possono decidere se puntare su se stessi altrove. Ha poi riconosciuto quanto fredda possa suonare questa realtà, considerando che i wrestler hanno famiglie e obblighi finanziari.
“Ho delle opzioni e posso esercitarle. Quindi, cosa voglio fare? Voglio puntare su me stesso qui o voglio farlo altrove? So che sembra davvero freddo perché hanno famiglie e bollette da pagare”.
In definitiva, Bischoff ha inquadrato la situazione come qualcosa che accade costantemente in tutti i settori, non solo nel wrestling.
“Beh, indovinate un po’? Siamo stati tutti licenziati o, per un motivo o per l’altro, abbiamo dovuto cambiare carriera o direzione inaspettatamente. È la vita, e si va avanti”.
Ha inoltre sostenuto che i fan del wrestling reagiscano in modo più emotivo a causa del legame che formano con gli atleti che guardano ogni settimana in televisione. Bischoff ha paragonato la situazione ai licenziamenti nelle grandi corporation, che raramente generano la stessa reazione emotiva pubblica.
“Ma le grandi aziende manifatturiere, Google, tutte queste grandi imprese che licenziano 16.000 persone: nessuno si emoziona per questo, a meno che tu non sia uno di loro”.
Secondo Bischoff, i fan del wrestling reagiscono diversamente perché si sentono personalmente legati alle star della WWE.
“Ma questo è qualcosa di diverso, giusto? Perché ora sappiamo, o crediamo di sapere, chi sono queste persone. Sono i nostri personaggi. Li amiamo”.
Quella connessione emotiva, spiega, è il motivo per cui i fan si arrabbiano quando i wrestler vengono colpiti da decisioni aziendali.
“A causa di quel legame creato in televisione, all’improvviso la fan base si infuria perché Ari Emanuel guadagna così tanto mentre noi dobbiamo tagliare il New Day. Probabilmente non è giusto, ma è la vita e succede ovunque, ogni giorno”.
Queste dichiarazioni offrono uno degli sguardi più chiari su come TKO stia giustificando internamente i radicali cambiamenti contrattuali che stanno ridisegnando il roster WWE. Con diversi talenti che hanno già accettato contratti al ribasso e altri, come Kingston e Woods, che hanno intrapreso strade diverse, appare sempre più probabile che questa sia solo la fase iniziale di un’era di ristrutturazione finanziaria per la WWE.
Ritenete che l’approccio di TKO ai contratti WWE abbia una logica economica legittima o la compagnia sta rischiando di danneggiare a lungo termine il morale e i rapporti con i propri talenti? Dite la vostra.
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